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Business Ethics, Biblical Ethics

 

L’etica degli affari è quella forma di etica che si applica al mondo del business.

Si possono distinguere tre livelli di applicazione: il livello “macro”, che concerne i rapporti tra stato, mercato e società in senso ampio; il livello “meso”, che riguarda l’impresa come istituzione; e quello “micro”, che esamina la condotta degli individui coinvolti nelle organizzazioni economiche.

Il rapporto tra etica ed economia è antico, e questa tradizione può esser fatta risalire all’opera aristotelica; nell’Etica Nicomachea il filosofo greco collegava l’economia alla politica e all’etica. Questa è anche la tesi del premio Nobel A. Sen, ed è supportata dal fatto che molti dei fondatori dell’economia politica classica siano stati anche illustri filosofi morali (es.: Adam Smith). Nello studio di tale materia andrebbe ricompresa l’opera di Max Weber (“L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”). La produzione intellettuale intorno al tema dell’èthos è antica e molto vasta; l’etica infatti studia i fondamenti razionali (non emotivi o solidaristici) che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno “status deontologico”, ovvero distinguerli in buoni, giusti, moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.

Dal lato del business, l’internazionalizzazione delle imprese e la globalizzazione dei mercati finanziari hanno avuto un forte impatto sull’etica degli affari, al punto che si parla ora anche di etica “internazionale” degli affari; la principale questione morale sollevata dalla globalizzazione dei mercati è legata al relativismo culturale: dal momento che le pratiche etiche differiscono profondamente nei vari paesi, è possibile concepire uno standard morale internazionale? La maggioranza degli studiosi concorda su un set minimo di standard morali universalmente accettato, in genere riconosciuto nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948. Il Global Compact sostenuto dalle Nazioni Unite ha costituito un ulteriore passo in avanti offrendo un codice di condotta appropriato agli ambiti del mercato internazionale, tra i quali vi sono il divieto di rendersi complici in casi di violazione di diritti umani, il sostegno alla libertà di associazione e contrattazione, il divieto di sfruttamento di lavoro minorile e l’eliminazione di ogni forma di discriminazione sul lavoro. Negli ultimi anni, poi, è sorta anche la questione ambientale, e molti sono gli studi che hanno cercato di comprendere quale sia l’impatto del consumismo e dello sviluppo economico sull’ecosistema. Infine, prende sempre più corpo il dibattito circa la consapevolezza e il bisogno della cosiddetta “finanza etica”. Per non entrare nel caso in cui le risorse afferiscono a circuiti palesemente illeciti e criminali.

Si capisce dunque la estrema complessità dei rapporti tra l’animo umano, le organizzazioni sociali, la ricerca del profitto e gli standard morali minimi.

L’indagine della Business Ethics esplora innanzitutto il livello macro, mentre la Biblic Ethics, “l’etica biblica” cristiana, parte dal livello micro, parte dall’uomo, anzi dal cuore dell’uomo. O meglio, parte dall’idea di Dio intorno al cuore dell’uomo. L’idea è tanto semplice quanto vera: il cuore dell’uomo è dominato dal peccato in tutte le sue forme (dall’egoismo alla violenza, inclusa l’avarizia e il desiderio di accumulazione), e solo la conversione a Cristo, la nuova nascita e la novità di vita guidata dallo Spirito Santo mettono l’uomo in condizione di poter vivere in modo etico. Dall’Antico Testamento vengono quelle che qualcuno ha definito “le direttive per una vita riuscita”: la morale come risposta alla vocazione personale di Dio, all’impegno per la giustizia sociale, per la fiducia e la cura della vita. Direttive che vengono inserite poi all’interno del Nuovo Testamento dove assumono un significato nuovo e si configurano come annuncio della vicinanza del Regno di Dio, e soprattutto come osservanza e pratica del principio operativo dell’amore. Nel sermone sul monte (o discorso della montagna), Gesù è molto chiaro (Matteo capitolo 22): “Un dottore della legge, gli domandò, per metterlo alla prova:«Maestro, qual è, nella legge, il comandamento più importante?”  Gesù gli disse: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente». Questo è il grande e il primo comandamento.  Il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti.

 I comandamenti che Dio dà sono comandamenti d’amore, anche se sembrano severi o non proprio adatti rispetto al mondo che ci siamo costruiti. Questi comandamenti sono stati dati con l’intenzione di permettere all’uomo di vivere una vita felice, ma soprattutto esprimono il desiderio di Dio di avere comunione con l’uomo; una comunione eterna. 

La dottrina biblica, dunque, stabilisce l’etica cristiana e guida il credente a fare uso della libertà a cui è stato introdotto; stabilisce cioè la condotta che il credente mantiene nella vita privata, nella vita comunitaria e nei rapporti sociali in genere, compreso il mondo del lavoro e degli affari.

Il pastore J. Lowell Harrup, nell’introduzione ad un suo studio, scrive:  “Troppo spesso si pensa alle cose che non si possono fare perché cristiani, ma quello di vivere alla gloria di Dio dovrebbe essere lo scopo di ogni credente. Dio ha sempre esortato il Suo popolo: “Siate santi, perché io son santo” (1 Pietro 1:16). Vivere in modo retto significa compiere le giuste azioni, vuol dire tenere uno stile di vita che segue l'esempio offerto dalla condotta e dagli insegnamenti di Gesù. È il camminare secondo la Sua Parola, sperando nelle Sue promesse, e non il vivere secondo regole umane, che produce un'esistenza gioiosa senza frustrazioni e ricca di soddisfazioni. Gesù è il nostro esempio. Noi siamo personalmente chiamati a cooperare con Cristo, perché la nostra sia una vita costruttiva, risultato del nostro amore per Lui. Questo corso biblico vi aiuterà a comprendere quali sono le regole e i principi da seguire per poter essere santi come lo è Gesù. Inoltre esso vi aiuterà anche a rendervi conto che tali regole di vita sono per il vostro bene. Dio è interessato a quello che siete, piuttosto che a ciò che fate o non fate come cristiani.”

E’ chiaro che l’etica riguarda proprio quello che “si fa” o “non si fa”, riguarda ciò che è giusto e quello che è sbagliato, ma prima di “fare” o “non fare” c’è l’essere. Essere, diventare, Figli di Dio, mediante la rigenerazione in Cristo Gesù.

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