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                                                                   La prima "scuola della domenica"

La prima vera testimonianza storica dell'istituzione della Scuola Domenicale, intesa come istituzione di educazione cristiana, risale al 1780, quando Robert Raikes (1735-1811), di professione editore di un giornale di Glouchester, una città dell'Inghilterra, decise di fare qualcosa per frenare lo stato di criminalità e povertà presente nel suo paese. All'inizio cercò di lavorare fra i carcerati, ma i risultati furono deludenti, perciò decise di dedicarsi ai bambini ed ai ragazzi della sua città i quali vivevano in uno stato di totale abbandono sociale e morale. Egli riuscì ad organizzare delle lezioni scolastiche nell'unico giorno libero dai lavori pesanti e crudeli ai quali i ragazzi erano sottoposti: la domenica. Sorse così la Scuola Domenicale dove i giovani potevano imparare a leggere e a scrivere attraverso l'insegnamento impartito da maestri pagati da Robert Raikes. Successivamente i ragazzi furono condotti nelle Chiese Anglicane locali e quindi istruiti nella Bibbia, trasformando questa iniziativa in una vera e propria Scuola Biblica.
Le motivazioni che spinsero Robert Raikes a iniziare questa attività furono meramente filantropiche e sociali, ben diverse da quelle della Scuola Domenicale moderna.
Le reazioni delle Chiese non si fecero attendere e questa pregevole iniziativa fu condannata per le seguenti motivazioni:

  • La Scuola Domenicale era deleteria alla religiosità familiare;
  • La Scuola Domenicale profanava il riposo domenicale;
  • La Scuola Domenicale era un'attività' in contrasto con le chiese locali istituzionali.

Le ragioni vere erano altre. Prima di tutto i ministri delle chiese temevano dell'ingerenza di semplici credenti nell'insegnamento della dottrina cristiana; e poi c'era il problema di carattere sociale, in quanto elevare le classi più povere grazie a una maggiore conoscenza, avrebbe prodotto ben presto delle trasformazioni radicali nella società poco gradite al potere costituito.
Unica voce favorevole fu quella di John Wesley (1703-1791), pastore anglicano fondatore del movimento metodista, il quale, soltanto dopo quattro anni dall'istituzione della prima Scuola Domenicale, si rivelò bendisposto e ne fece uno dei settori più importanti dell'opera della Chiesa Metodista.
Questa "Scuola della Domenica" doveva divenire ben presto uno dei capisaldi delle attività delle comunità locali con l'istituzione dell'istruzione biblica per tutte le età ed è oggi il vanto di tutto il protestantesimo per la preparazione religiosa dei minori.


Robert Raikes, prima della sua morte avvenuta nel 1811, poté rallegrarsi nel vedere il suo sogno avverato. All'epoca c'erano oltre 250.000 iscritti che frequentavano le Scuole Domenicali in Inghilterra, Irlanda e Stati Uniti.
Fino al 1815 le Scuole Domenicali erano frequentate soprattutto da bambini delle classi più povere, e centrate soprattutto, insieme all'educazione cristiana, a combattere l'analfabetismo. Dopo quella data, la Scuola Domenicale divenne il braccio educativo delle Chiese Evangeliche.
La lunghezza del periodo di educazione fu accorciato, l'insegnamento fu volontario piuttosto che pagato, ed i bambini venivano raccolti da ogni classe ed età. Suo scopo divenne quasi esclusivamente quello della conversione e dell'insegnamento biblico, e le Scuole Domenicali servirono come supporto e promozione delle Chiese.
Il sistema d'insegnamento originario si limitava alla spiegazione di alcuni episodi biblici e nell'imparare a memoria alcuni versetti della Bibbia, ma ben presto si arricchì di metodi più accademici e fu organizzato secondo criteri più rigorosi.
Nel 1826 fu pubblicato il primo Manuale della Scuola domenicale con un passo biblico per ogni settimana dell'anno. Nel 1832, 1833 e 1859 si svolsero, negli USA, le prime conferenze sulla Scuola Domenicale. Nel 1907 fu istituita l'Associazione Mondiale delle Scuole Domenicali (International Sunday School Association), anche se, precedentemente, era già stato fondato un Comitato per la pubblicazione di un programma di lezioni settimanali concordato e uniforme, seguendo uno schema d'insegnamento biblico sistematico.

                                     La Scuola Domenicale e il Movimento Pentecostale in Italia

Le Chiese Cristiane Evangeliche "Assemblee di Dio in Italia" (A.D.I.) sono una emanazione diretta del movimento di risveglio spirituale nato contemporaneamente e indipendentemente nel principio del secolo scorso in diversi paesi del mondo, quando cristiani di diversa denominazione si riunirono nella ricerca della potenza dall'alto e ricevettero il battesimo nello Spirito Santo con la manifestazione della "glossolalia", cioè parlare in altre lingue, come si legge nel libro degli Atti degli apostoli che era avvenuto il giorno della Pentecoste; e da qui deriva il nome del movimento.

"Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo (...) Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi" (Atti 2:1,4).

Dal punto di vista storico, il Movimento italiano deve ricollegarsi al grande risveglio evangelico di Los Angeles del 1906, dal quale il messaggio pentecostale si sparse rapidamente in tutti gli stati dell'Unione e raggiunse a Chicago un gruppo di evangelici italiani, che ben presto organizzarono una loro comunità. Da questa chiesa italiana partì verso la fine del 1908 Giacomo Lombardi, un fedele servitore di Dio, senza particolare istruzione o preparazione teologica, e fondò alcune piccole comunità a Roma, in Liguria e in Abruzzo.


Nel 1910 esistevano soltanto quattro comunità pentecostali e nei dieci anni successivi erano salite a quattordici, e bisogna considerare anche la stasi prodotta dai quattro anni della prima guerra mondiale (1915-1918).
Nel 1930 esistevano in Italia ben 148 chiese e gruppi e persino nei dieci anni successivi, che includono cinque anni della durissima persecuzione contro il Movimento Pentecostale, se ne aggiunsero altre venticinque. Ma per cominciare a parlare di Scuola Domenicale nell'ambito del Movimento Pentecostale in Italia, si e' dovuto attendere la fine della seconda guerra mondiale ed il riconoscimento giuridico del Movimento in Italia che, accettando l'affiliazione offerta dalle "Assemblies of God" degli Stati Uniti, assunse il nome di "Assemblee di Dio in Italia" (A.D.I.).


Nel 1948 la sorella Lea Palma, soprintendente della Scuola Domenicale in St. Louis, Missouri, Stati Uniti, dove già dirigeva 47 scuole, ha sentito la chiamata da parte di Dio a recarsi in Italia per istituire le Scuole Domenicali nelle chiese Pentecostali. Cominciò da Roma, dalla chiesa di via dei Bruzi, istruendo prima di tutto dei giovani per svolgere il compito di monitori. Poi, durante il servizio di culto del giovedì sera, cominciò anche una classe di bambini: la prima sera ne parteciparono ben 50!

Questa opera prosperò considerevolmente e si diffuse velocemente in tutte le altre comunità pentecostali d'Italia. Fu nel 1952 che, per iniziativa delle "Assemblies of God" si cominciò la pubblicazione del trimestrale "Scuola Domenicale" un manuale didattico per lo studio sistematico della Bibbia. La redazione fu affidata a Josephine Furnari (1917-1988), una missionaria specializzata nella didattica cristiana.
Soltanto, però nel 1953 venne costituita la prima squadra delle Scuole Domenicali, e l'anno successivo la seconda, una iniziativa sorta tra le diverse chiese pentecostali italo-americane, composta da esperti in didattica cristiana delle chiese consorelle d'America. Tale attività dette degli ottimi risultati nel campo dell'educazione cristiana. Vennero istituite oltre cento nuove Scuole Domenicali e furono tenuti corsi di formazione per oltre duecento insegnanti.


Questa iniziativa condusse alla costituzione di quel "Reparto delle Scuole Domenicali" che, oltre a curare la pubblicazione di testi specializzati, organizzò "Convegni delle Scuole Domenicali" e, negli anni 1955-57, pubblicò anche una rivista mensile dal titolo "Il Consigliere della Scuola Domenicale" che seppur dovette poi sospendere le pubblicazioni per difficoltà economiche, non si può negare che svolse, in quegli anni, un ruolo insostituibile per la formazione didattica degli insegnanti.
Josephine Furnari prese molto a cuore l'attività e l'organizzazione delle Scuole Domenicali ed infinite furono le sue iniziative per questo reparto, del quale fu la infaticabile, insostituibile animatrice. Fu la fedele, instancabile e puntualissima segretaria di redazione dei Manuali delle Scuole Domenicali, organizzò le Scuole Estive in molte chiese delle grandi città per raccogliere i bambini che troppo spesso rimanevano "incustoditi" durante le vacanze scolastiche, insegnò con grande impegno didattica cristiana all'Istituto Biblico Italiano.

 

Organizzazione della Scuola domenicale

La nostra comunità organizza la Scuola Domenicale in due turni e tredici classi, secondo una struttura graduale, cioè una struttura in cui i ragazzi sono raggruppati secondo l'età, sotto la guida di monitori preparati per ogni grado di classe. 
A partire dai 12 anni i ragazzi frequentano le classi del primo turno, quelle cioè che svolgono le lezioni prima del servizio di culto, le lezioni iniziano alle ore 16:45, in modo che possano poi anche partecipare al culto.I bambini più piccoli invece partecipano alle lezioni durante la riunione di culto che solitamente inizia alle ore 18:00.


Alle tredici classi se ne aggiunge una di “sostegno” per i bambini del secondo turno che però arrivano già alle 16:45 perchè i genitori frequentano anch'essi la Scuola Domenicale. 
 A ciascuna classe sono assegnati due o tre monitori, a seconda della quantità e dell'età degli iscritti, i quali si alternano nel presentare le lezioni, ma accade poi in ogni classe che la lezione non e' tenuta dal solo monitore che si e' preparato per quella domenica, ma tutto si svolge in piena collaborazione tra insegnanti ed alunni.

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